Come rispondere alla domanda “mi parli di lei”

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Come si dice, la prima impressione è quella che conta.

E questa impressione è ancora più importante quando si parla di un colloquio, perché la percezione immediata che un potenziale datore di lavoro o un selezionatore ha sul candidato che vede per la prima volta ha la sua importanza fondamentale.

Certamente, come succede per incontri di vario tipo, le valutazioni sono in parte soggettive, però è bene non dimenticare che si tratta di un colloquio di lavoro e quindi anche l’impressione che darete verrà comunque misurata al tipo di ricerca che l’azienda sta facendo.

Una cattiva impressione può nascere anche da comportamenti sbagliati, come ad esempio essere in ritardo al video colloquio o al telefono, perché questo – attenzione – significa non solo maleducazione, ma incapacità di tenere fede a un impegno e non saper gestire scadenze e appuntamenti.

Non si tratta solo di pensare, è un piccolo errore, perché potrebbe rivelare dell’altro, soprattutto agli occhi critici che vi stanno osservando.

A proposito di impressioni, dopo le presentazioni di rito, spesso i colloqui cominciano con la fatidica domanda “Mi parli di lei” una domanda aperta, senza paracadute.

Come rispondere, soprattutto se avete più di 40 anni e siete senza lavoro da un po’?

Entriamo nel vivo per capire come rispondere alla fatidica domanda “Mi parli di lei”:

Solitamente viene utilizzata per rompere il ghiaccio e spesso l’intenzione è quella di far sentire a proprio agio l’intervistato.

Molte persone invece si sentono a disagio, soprattutto per chi non è abituato a parlare di sé dandosi il giusto valore e in maniera focalizzata.

Se siete una di queste persone, è meglio prepararsi perché gli hiring manager potrebbero anche voler capire di più sulla vostra personalità e se andate bene per quel lavoro.

Se vi chiedono dunque “mi parli di lei”, non si stanno concentrando solo sul comprendere se siete qualificate per ricoprire un ruolo (il CV lo hanno ricevuto), ma che siate in linea con la cultura aziendale e possiate integrarvi con il team di lavoro.

L’intervistatore vorrà vedere anche come gestite le cosiddette domande aperte (quelle in cui dovete parlare senza una guida) perché questo significherà anche che sarete abili nel condurre, per esempio, conversazioni varie in ambito lavorativo, insomma le vostre doti comunicative.

Come rispondere in pratica alla spinosa domanda “mi parli di lei”?

Sebbene si possa essere tentate di rispondere con una sfilza di qualifiche e di superpoteri, sarebbe meglio cominciare da stabilire una relazione con il vostro interlocutore.

Per farlo una possibilità è quella di condividere degli interessi personali che non siano direttamente collegati con il vostro lavoro.

Fare degli esempi che includano degli hobby particolari che trasmettano il vostro animo appassionato oppure che, come lo yoga o la mezza maratona, facciano comprendere che avete un approccio energico e salutare e che siete abituate a concentrarvi su un obiettivo.

Anche il fatto di essere accanite lettrici, o che vi piaccia risolvere dei cruciverba, potrebbe dimostrare il vostro valore intellettuale, alcuni altri sport come il tennis o di squadra potrebbe rivelare d’altra parte la vostra arte di saper intrattenere i clienti o di lavorare in team.

Potrebbe anche essere il momento per parlare del vostro impegno nel volontariato, fatto che dimostrerebbe comunque un attitudine lavorativa anche se siete a casa, la vostra integrità e serietà, nonché l’impegno nei confronti di una comunità.

Oppure il fatto di far parte di un’associazione piuttosto che di un club rivelerebbe più di un’attitudine.

Come costruire una risposta alla domanda “mi parli di lei”

Se per voi non è facile generare la risposta giusta, potete contare su questa semplice formula, cioè un modo per condividere punti chiave di contorno per arrivare a un messaggio più mirato.

  • Cominciate con una piccola panoramica di voi oggi (che potrebbe includere il vostro lavoro attuale o l’ultimo concluso insieme a un riferimento a un hobby o a una passione)
  • Continuate con un riferimento per far capire come siete arrivate alla vostra situazione attuale (qui potreste menzionare gli studi e la formazione effettuata, o delle esperienze importanti come un lavoro passato più in relazione con quello per cui vi siete candidate e anche il volontariato)
  • Terminate parlando del vostro obiettivo futuro.

Bonus: se riuscite a identificare come la posizione per la quale vi state candidando si allinea su come vi vedete nel futuro.

Ma come rispondere nel migliore dei modi alla domanda “mi parli di lei”?

Il vostro scopo deve essere quello di raccontare qualcosa di interessante su di voi che chiarisca chi siete come persone e come lavoratrici.

Preparatevi con un paio di cose da dire assicurandovi di legarle alle competenze e qualità che sono più apprezzabili per quel tipo di lavoro,

Dopo aver raccontato un paio di aspetti personali interessanti del vostro background potete orientarvi su alcune vostre competenze chiave che possano trasmettere il vostro valore come candidate nella posizione per la quale state facendo il colloquio.

Considerate di usare frasi come “in aggiunta a questi interessi e passioni, la mia vita professionale mi identifica moltissimo, quindi desidererei parlare un po’ dei mie punti di forza soprattutto in relazione a questo lavoro”.

Parlate anche di altri vostri pregi, quindi vi conviene avere una lista pronta di punti di forza prima del colloquio così sarete preparate a rispondere.

Leggete la job description e abbinatele alle vostre skill.

Poi assicuratevi di parlare delle cinque competenze che vi rendono la candidata migliore per quello specifico posto di lavoro.

Non si tratta però di strafare e di non sovrastare il vostro interlocutore, dopo aver menzionato tre o quattro punti di forza potete dire di avere molte altre risorse di cui vi piacerebbe parlare.

All’inizio parlate solo di cosa si tratta con brevi allusioni o dandone breve dimostrazione, per esempio potete dire che vi piace tantissimo preparare delle presentazioni e che questo vi ha aiutato a creare molti nuovi contatti nelle cene di beneficenza organizzate dalla vostra associazione.

Più avanti durante il colloquio potete ritornare su questo argomento e andare maggiormente nel dettaglio raccontando situazioni, interventi e risultati provenienti da questo vostro punto di forza.

Dovete cercare di essere concise ma in grado di mantenere vivo l’interesse di chi vi ascolta, dovreste anche menzionare qualche chicca che non sono essenziali per il lavoro ma che riflettono la vostra personalità e che siete speciali in modo da attirare l’attenzione del vostro interlocutore.

I vostri commenti iniziali dovranno anche trasmettere un certo entusiasmo, insomma mantenendo una certa brevità potrete lasciar spazio alla prossima domanda.

Siate oneste. 

Potreste essere tentate di vantare interesse in hobby e attività che sembrano interessare il vostro interlocutore, ma non voi in realtà.

Ricordate però che la verità prima o poi verrà a galla se poi andrà più in profondità su quell’argomento.

E se vi coglieranno nell’aver detto una bugia, il colloquio finirà ancora prima di cominciare.

Ancora peggio, potreste essere assunte e passare i primi mesi continuamente interpellate per le vostre doti atletiche e competitive per poi svelare che siete in realtà delle amanti delle serie tv.

Cosa non dire per rispondere alla domanda “mi parli di lei”

Non date troppo informazioni, ma neanche troppo poche. 

Il vostro interlocutore non vuole sapere tutto su di voi e la vostra vita, ma se non direte molto potreste risultare troppo chiuse o che nascondete qualcosa.

Evitate argomenti potenzialmente contenziosi come politica, religione a meno che non siate assolutamente convinte che le vostre opinioni siano bene accette dal vostro intervistatore.

Non parlate di un hobby come fosse più importante della vostra carriera. 

Nessun datore di lavoro vuole assumere qualcuno che desideri dedicare più tempo al suo hobby che al lavoro o che chieda una vacanza più lunga per fare la Maratona di New York

Evitate di dare informazioni sulla vostra famiglia non c’è bisogno di discutere su vostro marito, moglie, figli, o altre informazioni del genere

Preparatevi anche per il seguito

Dopo “mi parli di lei” e le vostre risposte, seguiranno sicuramente altre domande, quindi dovete essere preparate a supportare quanto detto o ampliare ciò che avete accennato durante la parte introduttiva.

Preparate anche esempi specifici su come e dove avete utilizzato le vostre risorse principali dal volontariato, ai progetti che avete seguito o altre attività.

Potete utilizzare anche delle tecniche di risposta per descrivere risultati e successi, dovreste anche preparare delle domande a vostra volta, avere una breve lista di cose che vorreste sapere sul ruolo e sul tipo di lavoro o dell’azienda è molto importante. Utilizzate queste domande sempre per sottolineare ancora una volta quanto siete adatte a quel posto di lavoro.

Ricordate le buone maniere

Non ha importanza per che tipo di lavoro vi state candidando, dovete sempre agire in maniera professionale durante tutto il processo di candidatura dai saluti iniziali a tutta la conversazione e il colloquio fino ai saluti finali.

Cercate di sapere cosa dire anche banalmente per cominciare, siate cortesi e cercate di fare la migliore impressione possibile.

Rispondere alla domanda “mi parli di lei” è un’ottima possibilità di presentarsi in maniera approfondita durante il colloquio, non trascurate questo aspetto.

Consigli in più su come rispondere alla domanda “mi parli di lei” per candidate over 40

Preparatevi ad argomenti che toccano, o almeno sfiorano, l’età, sicuramente non è legale porre questo tipo di domande, ma altrettanto sicuramente vi potrà capitare (o vi è già capitato) che ve le abbiano sottoposte senza problemi.

Preparatevi dunque ad affrontare questa sfida sin dal primo approccio presentandovi al meglio e parlando del vostro bagaglio di esperienze come un vantaggio.

Il selezionatore, o il datore di lavoro, saranno soprattutto concentrati sul capire se siete veramente interessati a rimanere in azienda o se vedete questa possibilità come una ripartenza che vi porterà altrove.

Non vorranno insomma assumere qualcuno che nel giro di poco tempo andrà via  e ha scelto questa possibilità solo per rientrare nel mondo del lavoro, quindi cercate di argomentare con efficacia la motivazione che vi spinge a voler ricominciare in quell’azienda in quel posto e di come vi vedete a lavorare lì,

Buttateci dentro anche una prospettiva di carriera all’interno di questa attività in modo da far comprendere che non siete finite o in attesa della pensione, ma delle persone attive e desiderose di mettere in pratica quello che sanno fare ma anche di imparare, di confrontarsi, di crescere.

Ogni lavoratore o lavoratrice, o potenziale tale, ad ogni livello ha la sua storia e ogni storia è diversa.

Potreste essere delle mamme (o dei papà) che hanno seguito i loro figli e ora desiderano ritornare al lavoro, potreste essere state lasciate a casa per esuberi o cambiamenti aziendali, potreste essere stufe di un’occupazione sempre uguale da anni che non mette in gioco tutte le vostre potenzialità.

Non ha importanza quello che siete e che avete vissuto o state vivendo se non in maniera funzionale per ottenere quel lavoro, preparatevi bene per i colloqui perché anche qui le cose sono cambiate (magari ne avete fatti ma tempo fa), ma non è impossibile risultare le migliori.

Per nessuno.

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