L’esperienza non invecchia

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Ho rivisto alla tv un film con Anne Hathaway e Robert De Niro che si intitola “Lo stagista inaspettato”, che personalmente avrei intitolato: l’esperienza non invecchia.

L’avevo già guardato distrattamente qualche tempo fa insieme alle mie figlie ma questa volta, nella calma di una serata in cui finalmente la casa si è addormentata dopo una giornata più faticosa del solito, l’ho osservato con maggiore attenzione.

La storia narra di una giovane start-upper di successo nel campo della vendita di abbigliamento su Internet che per dimostrare una certa lungimiranza e apertura mentale lancia un programma di stage dedicato a lavoratori agé.

Robert De Niro è un maturo signore rimasto vedovo e solitario, piuttosto annoiato dalla routine in cui si è ritrovato, nostalgico dei bei tempi in cui si alzava e andava al lavoro.

Un lavoro di un certo prestigio in una vecchia azienda di produzione di guide telefoniche che, ironia della sorte o ricercata combinazione, si trovava proprio dove ora ha luogo l’happening post-industriale dell’azienda della giovane imprenditrice.

De Niro si candida, senza neanche pensarci troppo su anzi con un certo rinnovato entusiasmo e lo stupore del suo solito entourage, e, dopo varie peripezie legate al suo reinserimento lavorativo, viene assegnato proprio come autista della Hathaway che è un’impegnatissima e concentratissima donna dal meritevole marito casalingo.

Il loro rapporto non funziona da subito.

Anzi presenta proprio gli stereotipi del caso, la protagonista dimostra i suoi pregiudizi nei confronti di questo lavoratore più anziano, De Niro conferma del resto il clichè del signore di una certa età e non fa nulla per combattere i dubbi della sua titolare, anzi la guarda con paternale attenzione.

Mentre lei si sente quasi in imbarazzo in alcune occasioni.

Alla fine entrambi imparano dalle relative diversità e capiscono il punto di vista dell’altro e anche tutto il team che gravita attorno a loro, dimostra come alla fine ciò che conta sia la buona volontà, l’amore per quello che si fa, il desiderio di sentirsi affermati, tutte sensazioni che sono assolutamente prive di una connotazione legata all’età anagrafica.

Che happy-end!

Ed ecco quello che ho imparato rivedendo questa piacevole commedia, e quello su cui vi invito a riflettere e la mia conclusione che l’esperienza non invecchia:

1. Rimanere se stessi è importante

De Niro se ne va al lavoro vestito di tutto punto, in giacca e cravatta, anche se si tratta di un’azienda innovativa e tecnologica.

All’inizio sembra proprio fuori luogo, ma alla fine chi lavora con lui sembra apprezzare la sua presenza, e dopo un’iniziale diffidenza sembra quasi aggiunga classe a tutta l’organizzazione.

Spesso mi chiedo cosa indossare quando incontro qualcuno di giovane&smart, ho sempre timore di sembrare vecchia, o meglio antiquata, ma non amo neanche esagerare indossando abiti che non sono i miei. Questa problematica si fa molto sentire quando si deve andare a un colloquio di lavoro.

Ma cosa pensate invece sul rimanere se stessi?

Se amate la giacca e la associate al lavoro d’ufficio indossatela senza timore, del resto quest’anno vanno pure di moda.

Non è detto che chi ha successo sia quello per forza in t-shirt con scritta e jeans stracciati.

2. L’esperienza non invecchia

De Niro arriva in questa start-up con una forte esperienza alle spalle sia in termini di vita personale che lavorativa, diventa quasi un supporto per il suo capo, un amico.

Molte di voi, proprio come lui, ne hanno viste tante sia dentro che fuori le aziende o gli uffici dove hanno vissuto per anni. Questo significa anche avere ottenuto una certa calma e pazienza che spesso manca a chi ha qualche anno in meno. Così come lo spirito organizzativo e la capacità di interagire con gli altri., tanto per dire solo alcuni dei tantissimi punti di forza che avete guadagnato sul campo.

Quando Hathaway viene a conoscenza del ruolo come direttore vendite del suo interlocutore rimane quasi intimidita, comprende dunque l’importanza di questa persona, e non lo vede come qualcuno che vuole rubare il posto a qualcuno, come invece a volte capita nella realtà, anzi fa tesoro di quello che questo signore racconta e le sa trasmettere.

3. La comunicazione non è solo digital

La maggior parte delle persone che lavorano in azienda nel film sono Millennials che fanno sentire vecchi perché tecnologie e social come Snapchat, Instagram, Twitter, Facebook fanno parte naturale delle loro vite. Soprattutto nel modo in cui comunicano.

Ma De Niro fa anche notare a uno dei suoi colleghi come non sia il caso di usare solo messaggi per dialogare con una donna e che a un certo punto sia necessario parlarle a voce.

Le competenze legate alla comunicazione verbale sono skill importanti da far notare quando desideriamo essere assunte, senza rifiutare le nuove metodologie, ma facendo leva sull’utilizzo della propria voce e del proprio linguaggio del corpo per una relazione efficace necessaria in rapporti di lavori in cui un certo livello di interazione diretta è necessario.

4. Tutti abbiamo bisogno di aiuto

Hathaway è un’imprenditrice indipendente e decisa, ha un forte senso di come condurre il suo business e ha molto successo in quello che fa. Ma ha anche bisogno di un supporto morale e solo De Niro con la sua maturità riesce a comprenderla e ad aiutarla.

Questo aspetto delle persone con qualche anno in più spesso viene trascurato ma è un aspetto che in un mondo del lavoro variegato dovrebbe essere tenuto in considerazione.

Gli anni di esperienza, gli errori fatti, il fatto di essere diventate mamme o di aver capito cosa significa cadere e sapere rialzarsi sono tutte soft skill da non trascurare.

All’inizio e alla fine del film De Niro pratica yoga al parco per dimostrare che è una persona dinamica che vuole prendersi cura di sé.

C’è invece una certa tendenza a pensare che una persona di più di 50 anni non abbia abbastanza forza fisica oppure non sia abbastanza interessata a lavorare, avere successo, andare in palestra e occuparsi di se stessa e degli altri. Invece spesso si ha persino più spinta dei più giovani nel voler rimanere sempre in forma, lavorare in un ambiente dinamico e imparare cose nuove.

In realtà non credo che lo scopo del film sia quello di dimostrare il valore dei lavoratori più maturi in  contrasto con i giovani, spesso vedo sempre tutto in relazione alla ricerca lavoro e al secondoround e immagino messaggi anche laddove forse c’è solo una commedia americana.

Ma credo che comunque combattere gli stereotipi di ogni tipo sia fondamentale oggi che è la viglia dell’8 marzo.

Sono sicura che l’esperienza non invecchia. Affatto.

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